Enzo Lanzo
La batteria jazz, strumento per… tamburi e griot
21 assoli di batteristi jazz che hanno rivoluzionato il jazz drumming

16.00

 

Un approccio alla batteria leggero e intenso insieme, una propensione alla didattica che porta i giovani a godere del sapere dell’autore, e anche del suo estro letterario che fonde creatività testuale e concretezza dogmatica. La continua ricerca del suono conduce l’autore ad accostarsi alla tradizione della musica improvvisata europea, in cui elementi della tradizione “nera” si fondono con quelli della sua terra.
I temi trattati sono affrontati con sensibilità, in particolare il solismo batteristico nelle trascrizioni della seconda parte, così come le valutazioni sui grandi batteristi trascritti, un magico equilibrio fra la loro definizione storica e l’averli sentiti come parte della propria formazione musicale.

Autore:
Titolo La batteria jazz, strumento per… tamburi e griot

21 assoli di batteristi jazz che hanno rivoluzionato il jazz drumming

anno pubblicazione 2019
dimensioni 17 x 24 cm
numero di pagine 176
contenuti extra con trascrizioni inedite di assoli dei più importanti batteristi jazz
ISBN 9788896988596
Category:

COD: POLIMNIA_05

Enzo Lanzo

Si avvicina alla musica come autodidatta suonando in organici di musica rock e pop del luogo d'origine. Solo molto più tardi intraprenderà gli studi accademici presso il locale Liceo Musicale, studiando Canto e Pianoforte, per poi apprendere la tecnica delle Percussioni col maestro Giovanni Tamborrino, docente al Conservatorio Duni di Matera.

Lasciati gli studi per la batteria, frequenterà i corsi di perfezionamento tenuti a Siena da Roberto Gatto, Ettore Fioravanti, Enrico Rava. A Ravenna con Jon Cristiensen e Pierre Favre. A Poitiers, in Francia, con Paul Bley, Gary Peacok e John Abercombie. Sarà presto influenzato da musicisti della tradizione (Kenny Clarke, Max Roach, Philly Joe Jones, Art Blakey) e da musicisti contemporanei (Roy Haynes, Jack DeJohnette).

La ricerca del suono è una costante nelle sue interpretazioni dove la tavolozza timbrica viene ampliata con l'aggiunta di alcune percussioni di carattere autoctono: tammorre e tamburi a sonagli. Questo tipo di ricerca lo accosta alla tradizione della musica improvvisata europea collocando il suo drumming in un contesto specificatamente mitteleuropeo, in cui elementi della tradizione "nera" si fondono con quelli della sua terra.

L’esordio avviene nel 1991, entrando attivamente nell’ambiente jazzistico grazie al gruppo di Enrico Rava. Nel 1996 esce il primo CD, Progetto Rondinella (LEO RECORDS), seguito da Totò Jazz (Panastudio, 2003), Boastful Speeches (Terre Sommerse, 2008), In The Groove (EGP, 2011). Con quest’ultimo, Lanzo realizza la teoria del “flusso di ottavi” che tratterà in alcuni saggi e nella presente pubblicazione. L’ultimo CD è del 2017, Dweto, The Seagull Welcomes A.

Numerose le collaborazioni con musicisti italiani e internazionali: Gianluigi Trovesi, Ernst Reijseger, Gianni Basso, Stefano Bollani, Dado Moroni, Ira Coleman, Enrico Rava, Rita Marcotulli, Danilo Rea, Enzo Pietropaoli, Thomas Eberer, Gary Smulyan, Dave Murray.

Lanzo ha portato la sua musica in tutto il mondo: Australia, Africa, Cina, Indonesia, America Latina, Giappone, India, Emirati Arabi Uniti.

  1. Introduzione
  2. Dai luoghi d’origine al Jazz
  3. Tempo / Metro: Evento, Concetto, Modulazione metrica
  4. Soggettività del ritmo musicale:
  5. Dall’Africa allo swing: Poliritmi e multiritmi
  6. Improvvizazione e poliritmia
  7. Suono e poliritmia
  8. I Maestri della Batteria Jazz più vicini alla mia sensibilità

Sidney Catlett
Cozy Cole
Papa Joe Jones
Art Blakey
Max Roach
Philly Joe Jones
Tony Williams
Elvin Jones
Roy Haynes
Jack DeJohnette
Ra-Kalam Bob Moses

IX.  Conclusioni

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